15 Gennaio 2019

Oneri di dispacciamento dovuti dagli utenti di un sistema di distribuzione chiuso


Sentenza del 28 novembre 2018* (il diritto europeo in materia di mercato interno dell’energia elettrica osta a una normativa nazionale che prevede che gli oneri di dispacciamento dovuti dagli utenti di un sistema di distribuzione chiuso siano calcolati sull’energia elettrica scambiata con tale sistema da ciascuno degli utenti dello stesso attraverso il punto di connessione della loto utenza a detto sistema).

CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA, SEZ. I – sentenza del 28 novembre 2018 Cause riunite n. C-262/17, C-263/17 e C-273/17 – Pres. Lenaerts, Rel. Regan

Punto 66. Secondo una giurisprudenza costante, il principio generale di parità di trattamento, quale principio generale del diritto dell’Unione, impone che situazioni analoghe non siano trattate in maniera diversa e che situazioni diverse non siano trattate in maniera uguale, a meno che tale trattamento non sia obiettivamente giustificato (sentenza del 16 dicembre 2008, Arcelor Atlantique et Lorraine e a., C-127/07, EU:C:2008:728, punto 23).

Punto 68. Tuttavia, è pacifico che, a differenza degli altri utenti della rete pubblica, gli utenti di un sistema di distribuzione chiuso, dato che consumano essenzialmente, in conformità dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/72, l’energia elettrica prodotta internamente da tale sistema, fanno ricorso alla rete pubblica soltanto in maniera residua, quando la produzione del sistema di distribuzione chiuso non è sufficiente a soddisfare i fabbisogni dei suoi utenti, in particolare nel caso di un aumento repentino e imprevisto della domanda interna al sistema o di un’interruzione delle unità di produzione allacciate a quest’ultimo a causa di una manutenzione o di un malfunzionamento. A parte tali situazioni eccezionali, spetta quindi essenzialmente al gestore del sistema di distribuzione chiuso garantire esso stesso il bilanciamento tra la produzione e il consumo all’interno di tale sistema, al pari del compito assunto dalla Terna rispetto alla rete pubblica.

Punto 69. In tale contesto, da un lato, gli utenti di un sistema di distribuzione chiuso non sembrano trovarsi nella stessa situazione degli altri utenti della rete pubblica. Dall’altro, il prestatore del servizio di dispacciamento della rete pubblica risulta dover sopportare costi limitati rispetto agli utenti di un sistema di distribuzione chiuso, dato che questi ultimi ricorrono a detto servizio soltanto in maniera residua. Spetta tuttavia al giudice del rinvio verificare la realtà di tali circostanze.

Punto 70. Orbene, qualora la realtà di tali circostanze dovesse essere accertata, come rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 105 delle sue conclusioni, una normativa nazionale come quella di cui trattasi nei procedimenti principali, che prevede che gli oneri di dispacciamento dovuti dagli utenti di un sistema di distribuzione chiuso siano calcolati secondo lo stesso metodo utilizzato per il calcolo degli oneri dovuti dagli altri utenti della rete pubblica, può essere qualificata, in assenza di una giustificazione oggettiva, come discriminatoria.